Cari ascoltatori, il pessimo sindaco (e piccolo uomo) di una grande città come Milano, Beppe Sala, ha fatto sapere che il Comune farà ricorso contro l’intitolazione dell’aeroporto di Malpensa a Silvio Berlusconi, cioè a uno dei più grandi milanesi del secondo Novecento. Intanto, è grottesco che il sindaco oggi sia su tutti i giornali per questa follia, mentre Milano versa in uno stato imbarazzante: il Sole24Ore poche settimane l’ha classificata prima fra le città più insicure d’Italia; e pochi giorni fa il Comune ha anche perso l’assegnazione della sede per la finale di Champions, figura a dir poco barbina.
Ma è folle al quadrato, e testimonia la piccolezza di Sala, che a opporsi all’intitolazione di Malpensa a Berlusconi sia proprio il sindaco della città. È evidente che Sala non sa bene chi il Cavaliere sia stato. È l’uomo che ha rivoluzionato il concetto di abitare, portando a Milano l’idea della “città satellite” costruita intorno a un sistema di servizi: così sono nate Milano 2 e Milano 3. Ed è l’uomo che ha rotto il monopolio statale e statalista della televisione, un’impresa titanica sotto il profilo imprenditoriale e un merito anche culturale, così mettendo quasi in antitesi l’antropologia milanese, il suo culto dell’iniziativa privata, e il sistema della televisione pubblica, frutto di accordi politici centralisti.
Berlusconi è poi l’uomo che ha preso una squadretta, il Milan, che aveva i libri in tribunale per dichiarare fallimento, e l’ha resa una delle squadre più vittoriose nella storia del calcio: con questa operazione ha rivoluzionato il calcio, la principale industria dell’intrattenimento nazionale. E infine c’è la grande traiettoria politica, c’è la follia, alla Erasmo da Rotterdam, di mettere in piedi un partito in tre mesi e di sconfiggere la gioiosa macchina da guerra del Pc-Pds: Berlusconi è stato il presidente del Consiglio che ha trascorso più giorni a Palazzo Chigi.
Insomma, da un lato c’è un’epopea visionaria personale, imprenditoriale, sportiva, politica che ha dato grande lustro a Milano; e dall’altro c’è un uomo piccino, il sindaco Sala, che si premura di opporsi all’intitolazione dell’aeroporto a Berlusconi e a questa grandezza, mentre la sua azione amministrativa, giorno dopo giorno, sta fallendo.